GSK Ematologia
Janssen Oncology
Ematologia Amgen
Celgene Ematologia

Aspirina riduce il rischio di tromboembolismo venoso ricorrente


Uno studio controllato con placebo, coordinato da ricercatori dell’Università di Perugia, ha mostrato che la somministrazione di Aspirina ( Acido Acetilsalicilico ) successiva al trattamento con Warfarin ( Coumadin ) dopo un episodio iniziale di tromboembolismo venoso ( VTE ) riduce il rischio di recidiva a lungo termine.

L’assunzione di 100 mg/die di Aspirina per 2 anni dopo 6 o 18 mesi di trattamento con Warfarin in pazienti che avevano sofferto di evento di tromboembolismo venoso, permette di abbassare il rischio di un altro evento grave del 42% ( hazard ratio, HR=0.58 ), rispetto al placebo in uno studio randomizzato con 400 pazienti.

La maggior parte della riduzione del rischio ha riguardato la trombosi venosa profonda.

Si sono verificati 16 episodi di trombosi venosa profonda nel gruppo Aspirina rispetto a 28 nel gruppo placebo.
Per contro, è stata osservata solo una piccola diminuzione delle embolie polmonari non-fatali con Aspirina ( 11 episodi contro 14 ), e non vi è stata alcuna differenza negli eventi fatali, con 1 evento in ciascun gruppo.

Gli eventi emorragici non sono stati più comuni con l'Aspirina rispetto al placebo. Ci sono stati in totale 8 eventi emorragici maggiori o sanguinamento non-maggiore ma clinicamente rilevante, equamente divisi tra i gruppi di trattamento.

Per la sua sicurezza, praticità e basso costo, l'Aspirina rappresenta una valida alternativa agli anticoagulanti orali per il trattamento prolungato del tromboembolismo venoso.
Sono tuttavia necessari ulteriori studi per confermare l’uso routinario.

L'Aspirina è generalmente considerata attiva principalmente nella coagulazione arteriosa mediata dalle piastrine.
La coagulazione nel sistema venoso è per lo più sotto il controllo di altri fattori di coagulazione che non sono ritenuti essere obiettivi dell’Aspirina.
Diversi studi hanno confermato questa tesi, ma altri hanno dimostrato, ad esempio, che l'Aspirina riduce il rischio di tromboembolismo venoso nei pazienti con frattura dell'anca o una storia di ictus ischemico.


L'Aspirina è generalmente ben tollerata, anche se può causare emorragia gastrointestinale. ( Xagena2011 )

Fonte: American Society of Hematology ( ASH ) Meeting, 2011

Cardio2011 Emo2011 Farma2011


Indietro