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Insufficienza cardiaca e rischio di tromboembolismo venoso


Il tromboembolismo venoso è un grave problema di salute globale che spesso è secondario ad altre situazioni cliniche.
Molti studi hanno indagato l'associazione tra tromboembolismo venoso e insufficienza cardiaca, ma hanno prodotto risultati inconsistenti.
Sono stati quantificati i rischi assoluti e relativi ( RR ) per il tromboembolismo venoso nei pazienti con insufficienza cardiaca dopo il ricovero in ospedale.
Sono stati anche valutati i tassi di tromboembolismo venoso nei pazienti in contesti diversi.

In una revisione sistematica e meta-analisi, sono stati cercati studi che hanno valutato il rischio di tromboembolismo venoso nei pazienti in ospedale con insufficienza cardiaca.
Tutti gli studi di coorte e le analisi di sottogruppi di studi randomizzati e controllati erano eleggibili per l'inclusione se segnalavano i tassi di tromboembolismo venoso ( numero di eventi per periodo di follow-up ) o le stime RR.

Sono stati inclusi nell’analisi 71 studi con dati provenienti da 88 coorti, con 59 coorti incluse nella valutazione dei tassi di tromboembolismo venoso e 46 coorti incluse nella meta-analisi di insufficienza cardiaca e rischio di tromboembolismo venoso.

I tassi di tromboembolismo venoso sono variati ampiamente nei pazienti ricoverati in ospedale con insufficienza cardiaca da diverse impostazioni.

Il tasso mediano di tromboembolismo venoso sintomatico, complessivo, è stato pari a 2.48%; i tassi sono stati 3.73% per i pazienti che non hanno ricevuto tromboprofilassi e 1.47% per coloro che l’hanno ricevuta.

In generale, i pazienti con insufficienza cardiaca in ospedale avevano un rischio relativo di 1.51 per il tromboembolismo venoso.

La I2 statistica complessiva è stata del 96.1% e non vi è stata alcuna evidenza di bias di pubblicazione ( test di Egger, P=0.46 ).

L'insufficienza cardiaca è un comune fattore di rischio indipendente per il tromboembolismo venoso.
Nella pratica clinica dovrebbe essere considerata la tromoboprofilassi per i pazienti ad alto rischio. ( Xagena2016 )

Tang L et al, Lancet 2016; 3: e30-e44

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